Iniziativa

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Iniziativa 2018-07-23T12:08:34+00:00

Dopo quasi 20 anni dall’introduzione nel SSN del sistema dei Diagnosis related groups (DRG) per la remunerazione delle prestazioni ospedaliere, nel 2011 l’Italia ha intrapreso la strada già percorsa da molti paesi occidentali verso l’autonomia in materia di classificazione delle prestazioni ospedaliere, che prevede di utilizzare sistemi sviluppati in Italia, adeguati alle caratteristiche e alle esigenze informative specifiche della realtà ospedaliera italiana, di proprietà del Ministero della salute.

Il Progetto It.DRG è nato dall’esperienza del Progetto Mattoni, di cui ha inteso portare avanti le attività, in particolare, sull’evoluzione del sistema DRG nazionale, predisponendo le prime versioni delle nuove classificazioni italiane e contestualmente dotandosi degli strumenti per garantirne l’autonoma manutenzione futura. Del Progetto Mattoni il Progetto ha anche mantenuto l’impostazione organizzativa, con la collaborazione tra il Ministero della Salute e le Regioni: Emilia-Romagna (capofila), Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, e l’Agenas, cui è recentemente subentrato l’Istituto superiore di sanità, con il compito di gestire le attività di sperimentazione e validazione dei primi prodotti.

Gli obiettivi

Gli obiettivi assegnati al Progetto, con riferimento prioritario all’area delle acuzie, riguardavano:

  • la revisione dei sistemi di codifica e classificazione delle malattie e degli interventi e delle procedure e del modello di raggruppamento delle prestazioni ospedaliere, attualmente in uso;
  • la conseguente predisposizione di un nuovo sistema di pesatura delle prestazioni ospedaliere per assorbimento di risorse;
  • lo sviluppo e/o adattamento degli strumenti informativi e formativi adeguati alle innovazioni introdotte.

A partire dal 2013 il Progetto ha quindi lavorato per:

  • introdurre anche in Italia l’utilizzo della International Classification of Diseases 10 rev. (ICD-10) dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per la codifica e la classificazione delle diagnosi, apportandovi modifiche minori per tenere conto di esigenze specifiche del nostro contesto ospedaliero, consentendo di allineare l’Italia alla scelta già operata dalla maggioranza dei paesi industrializzati e favorendo in questo senso la comparabilità internazionale nella descrizione delle patologie;
  • aggiornare e adattare alle caratteristiche e alle esigenze dell’attuale contesto ospedaliero italiano il sistema in uso per la codifica degli interventi, delle procedure e dei trattamenti, integrando la sezione “Interventi chirurgici e Procedure diagnostiche e terapeutiche” della classificazione ICD-9-CM statunitense attualmente in uso in Italia;
  • sviluppare una classificazione dei ricoveri, che correggesse le criticità che notoriamente caratterizzano il sistema attualmente utilizzato, per renderlo maggiormente rispondente sia a descrivere la casistica acuta trattata negli ospedali italiani, sia a consentirne adeguati livelli di governance, a partire dalla remunerazione dei ricoveri;
  • sviluppare un modello standard per la definizione di un sistema di pesi relativi, che sintetizzi l’assorbimento di risorse (costo) mediamente associato ai singoli It.DRG, interamente basato sulla elaborazione dei dati raccolti presso un gruppo selezionato di ospedali del SSN, secondo criteri e regole standard stabiliti ad hoc per nuovi flussi informativi dedicati.
  • Terminate le fasi di studio, definizione e prima predisposizione, i prodotti oggi disponibili per procedere alla successiva fase di sperimentazione e validazione sono le prime versioni dei nuovi sistemi italiani di:
    • classificazione e codifica delle diagnosi: l’ ICD-10-IM (Italian Modification);
    • classificazione e codifica delle procedure e degli interventi: la CIPI – Classificazione Italiana delle Procedure e degli Interventi;
    • classificazione dei ricoveri ospedalieri per acuti in gruppi isorisorse, distinti tra gruppi “di base” e gruppi “modificati” sulla base di alcune caratteristiche del paziente o del ricovero che ne comportano significative modifiche dei rispettivi livelli di consumo di risorse: gli It.DRG;
    • definizione standardizzata dei costi dei ricoveri ospedalieri, basata sui dati analitici di attività e di costo di un campione di ospedali italiani: il modello It.Cost.

Nell’attuale nuova fase del Progetto, sono quindi in corso le attività per l’utilizzo sperimentale di tutti i prodotti negli ospedali-pilota selezionati ad hoc. L’obiettivo è di poter disporre, entro la metà del 2019, delle evidenze utili per verificarli e consolidarli, apportando eventuali raffinamenti, e quindi validarli, con la collaborazione delle Società scientifiche, per la loro successiva implementazione nell’intero sistema ospedaliero italiano.

I partecipanti all’iniziativa

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